Il parassitismo capitalista

Il costume del parassitismo economico per cui le elite possidenti sfruttano e si arrichiscono è ormai di natura millenaria.

La globalizzazione, quella del WTO, del FMI (che dettano le regole degli scambi mondiali) insomma quella economico-finanziaria, non solo non contribuisce a portare avanti l’opera della civiltà mondiale ma al contrario potrebbe rappresentare il gravissimo pericolo di un parassitismo occidentale che immobilizzerebbe quelle poche nazioni industriali più progredite a strapotenze, senza alcun interesse nel garantire l’avanzamento dei paesi di nuova economia.

L’aristocrazia finanziaria sta seppellendo la già gracile economia dei paesi non tradizionalmente governati dalla rigida concorrenza economica, usurpandone (grazie a regole fatte in casa dal WTO, nel quale le votazioni non sono 1 stato 1 voto, bensì in proporzione alle quote finanziarie di partecipazione, ovvero: America, America, America…) le risorse umane e naturali, sfruttando le deficienze economiche e i cambi monetari, che fanno risparmiare le multinazionali su redditi da lavoro, sicurezza e ecologia (restrizioni inesistenti il più delle volte in questi paesi) immensi capitali. E certo non dovrebbero ringraziare coloro che si vedono usurpare dei più evidenti diritti: all’infanzia, alla salute, alla dignità, alla libertà di chi, chiuso per 12-14 ore nelle mura lavorative, si lascia scivolare addosso l’unica vita di cui dispone solo per rendere 4 “investitori di capitali occidentali” e dei loro impiegatucoli politici, industriali, e commerciali, entusiasti nella loro auto-celebrazione da idioti esaltatori di valori inetti e criminali. I miei complimenti a questi commerciantelli di denaro che si celebrano per le loro capacità di pompare profitti dal più grande serbatoio mondiale di risorse per consumarli in europa/america.

Dei valori liberali (ben diversi da quelli libertari) occidentali mi consumano il vomito, quali libertà? Liberta di scegliere se essere al di là o al di qua della linea che separa gli abili approfittatori, prestigiatori finanziari, e sfruttatori o se essere lavoratori depredati della possibilità di essere padroni dei propri giorni, gli sfruttati che permettono a una classetta di stare comodamente in attesa delle loro rendite e dividendi. In cambio di una Libertà di scegliere tra 60 tipi di smacchiatori, o tra 1001 tipi di deodorante… che libertà…

Grazie ai dispositivi finanziari e cambi monetari costruiti ad arte da economisti degni dei migliori Spielberg e Disney per fantasia, si stanno creando tali disuguaglianze e dislivelli da portare un paragone all’improponibile: come se 8 ore di lavoro in Indocina possano valere meno di 8 di lavoro in Europa/America, dando all’occidente un potere d’acquisto da rendere un paese di nuova industrializzazione alla mercè del suo dollaro-euro-yen 10 o 100 o 1000 volte più potente.

Prova dell’irreversibilità dei meccanismi dilaniatori del capitalismo, che si contorce per creare profitti contraddicendosi: aumentare l’offerta (efficienza di produzione) non tutelando la domanda (ovvero i lavoratori) con redditi dignitosi, significa non garantirsi il riassorbimento stesso della offerta tanto da infliggere al sistema una sola condizione: riuscire a sopravvivere solo fino al punto in cui si potranno strizzare gli scrigni esterni quali il Terzo Mondo, l’Asia sud-orientale, l’America del sud.

Arrivando addirittura per auto-rigenerarsi a installare governi paramilitari politicamente d’appoggio, che frenino il potere popolare, armandoli fino al momento di sbarazzarsene esaurita la loro utilità (Cile di Allende, Argentina, Guatemala, i teleban, l’Irak, le Filippine, la Siria…), altrimenti perchè la CIA alimenterebbe le politiche del mantenimento ingessato di alcune situazioni politiche dittatoriali devastanti?

Libero il pensiero rende infinito l’attimo

Emancipandosi si insegue se stessi

Non condannandosi

Al di qua delle proprie possibilità

AnarchiA

contro l’aridità

(non non-piter)

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