Max Stirner, L’unico e la sua proprietà

Max Stirner (1806-1865)

<<Il fatto che il comunista veda in te l’uomo, il fratello, è solo l’aspetto domenicale del comunismo. Secondo l’aspetto feriale del comunismo, invece, egli non ti considera affatto soltanto come uomo, ma come lavoratore umano o come uomo lavoratore. La prima concezione esprime il principio liberale, nella seconda si nasconde una concezione illiberale. Se tu fossi un “fannullone”, il comunismo non disconoscerebbe certo l’uomo in te, ma tenterebbe di purificare “l’uomo pigro” che è in te, di levargli la pigrizia e convertirti alla fede secondo cui il lavoro è la “vocazione” e la “missione” dell’uomo>>

Max Stirner (pseudonimo di Johann Caspar Schmidt) nasce a Bayreuth nel 1806. Studia a Berlino, ascoltando corsi di Hegel, Schleiermacher, Michelet. Dal 1839 insegna in una scuola privata di Berlino per fanciulle di buona famiglia. Dal 1842 si fa vedere nel gruppo dei Liberi, che raccoglieva i più noti radicali di sinistra, e comincia a collaborare a giornali e riviste, fra cui la <<Rheinische Zeitung>>, di cui Marx diventerà redattore. Dopo la pubblicazione dell’Unico, si dedica a tradurre Adam Smith e J.-B. Say, esegue lavori di compilazione, finisce due volte in prigione per debiti e infine muore, oscuramente, nel 1956.


L’UNICO E LA SUA PROPRIETA’

La censura prussiana giudicò questo libro <<troppo assurdo per essere pericoloso>>. Maex e Engels invece lo considerarono sufficientemente pericoloso per dedicargli più di trecento pagine persecutorie della Ideologia tedesca. Nietzsce non lo nominò mai, ma confessò a un’amica di temere che un giorno lo avrebbero accusato di aver plagiato Stirner. Da più di un secolo le storie della filosofia lo definiscono <<famigerato>>. In breve: L’unico è l’opera più scandalosa e inaccettabile della filosofia moderna.

www.anarchaos.tk nella sezione download di questo sito la possibilita di scaricare L’unico e la sua proprietà.


(tratto da L’unico e la sua proprietà, Adelphi)

(non-piter)

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